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| Un convoglio della linea B in entrata alla stazione Marconi, Settembre 2012. A B-line train entering the Marconi station. September, 2012. |
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sabato 27 ottobre 2012
"This Is It!"
domenica 19 agosto 2012
A-lone & A-line
Nell'agosto del 1999 erano partiti tutti e Roma era vuota. Un caldo soffocante di giorno ti faceva venir voglia di vivere solo di notte. Andai spesso a dipingere la metro A ad Anagnina. Prendevo sempre il famigerato 55 notturno ubriaco da Termini, che percorreva tutta la Tuscolana e mi lasciava fuori dai campi vicino al deposito.
Una notte sul notturno semi-vuoto, ad un certo punto mi accorsi che un individuo ciccione e puzzolente stava masturbandosi a pochi sedili da una giovane ragazza, fissandola da vero maniaco. Urlai qualche insulto verso di lui e stò schifoso puzzolente si rimise composto. Cercai di avvertire la ragazza, una turista straniera, ma era troppo ubriaca per capire cosa le stessi dicendo.
Del tempo dopo, addormentato, sentii le porte che si aprivano e si chiudevano ed alzai la testa per capire a che fermata ero. Vidi per strada la poverina che barcollava col maniaco che la seguiva. Urlai al conducente di fermarsi ma l'autobus proseguì. Alla fermata dopo scesi correndo indietro sperando di ribeccare quella merda, ma non c'era più traccia nè di lei nè di lui!
Camminai verso il deposito, fino alla rete che avevano da poco modificato. Avevano aggiunto in cima una V col filo spinato. Ora dovevo scavalcare 3 metri da un lato, più il dislivello di 2 metri e mezzo del binario sottostante dall' altro lato. Ero diventato esperto di quella rete. La scavalcavo in pochi secondi con la busta di spray in bocca. Una volta provai a saltare da sopra alla rete fino a sotto al binario. Nell'atterraggio rimasi paralizzato dall' impatto! Quella notte scavalcai con lo zaino dietro che mi si conficcò nella schiena, rimanendo dolorante a terra.
Un'altra volta prima di entrare mi scappava da cacare. In mezzo ai campi c'è un quadrato di cemento con un tombino, e la feci lì. Una bella pozza di merda bella calda e liquida...era diarrea. Dipingere dopo aver cacato non era mai stato così rilassante!
Tornai ad Anagnina altre volte dopo quella cacata, e con mio immenso stupore si era fossilizzata sotto al sole! La mia cacca mi fece compagnia per il resto dell' estate.
Un'altra notte dopo aver dipinto, andai a riprendere lo zaino che avevo nascosto nei cespugli, e allungando il braccio per afferrarlo, nel buio vidi due occhi spalancarsi a circa un metro da me. "Mortacci tuaaa!" urlai impaurito, ma era solo un barbone che dormiva lì.
Quando sei solo devi dipingere e controllare contemporaneamente, ed avere tutti e sei i sensi sempre all' erta, il che è come avere il dono dell'ubiquità. Una notte mentre dipingevo avvertii qualcosa e abbassandomi sotto al treno vidi i piedini della guardia che veniva nella mia direzione. Presi la busta di spray e mi nascosi sotto al vagone. La guardia spuntò e risalì il treno piano piano ed io la tenevo d'occhio. Si fermò a pochi metri da dove ero nascosto. Avevo paura si accorgesse della vernice fresca e a quel punto smisi di respirare e pregai che se ne andasse. Rimase lì ciò che per me sembrò un'eternità. Era insospettita ma fortunatamente il suo sesto senso non era affinato come il mio, e miracolosamente girò i tacchi e se ne andò pian pianino così come era arrivata. Così riuscii a finire ciò per cui mi trovavo li.
English:
Alone & A-line
During August of 1999 nearly everyone went on vacation and Rome was empty. A suffocating heat made you wanna live only by night, so I often painted the A-line by myself in Anagnina. I always took the infamous 55 night bus from Termini, that ran along the whole via Tuscolana and left me outside the farmers' fields near the depot.
One night I was on a half-empty night bus, when at a certain point I noticed this really fat, smelly guy masturbating just a few seats away from this young girl, with this real maniac look on his face. I yelled a few insults at him and the sick smelly guy stopped. I tried to warn the girl, who happened to be a foreign tourist, but she was too damn drunk to understand what I was trying to tell her.
A while later, I had fallen asleep, I heard the doors open and close so I raised my head to see what stop I was at. I saw that poor young girl staggering from side to side as the maniac followed just behind her. I yelled to the driver to stop but the bus just kept on going. At the next stop I got off and ran back hoping to catch up with that motherfucker, but there was no trace of her or him!
I walked towards the depot, all the way to the fence that they had recently modified. They had added a V with barbed wire on top. To get in now you had to climb over 3 meters on one side, plus the 2 and a half meter drop on the other side. I had become an expert at climbing over that fence. It only took me a few seconds with the bag full of spraypaints in my mouth. One time I tried to jump from the top of the fence all the way down to the tracks. When I landed on my feet I nearly got paralyzed in the impact! That night I climbed over with my packpack that hammered into my back, and I lay on the ground in pain.
Another time before going in, I had to take a shit. In the fields there is this square cement slab with a manhole, and that's where I took my shit. A nice puddle of warm liquid shit...it was diarrhea. Painting after having taken a shit had never been so relaxing!
I went back to Anagnina many times after that shit, and to my surprise it had fossilized under the sun! Needless to say, my shit kept me company for the rest of the summer.
Another time, after having painted, I went to get my backpack that I had hidden in the bushes, and as I extended my arm to grab it, in the darkness I saw two eyes open wide about one meter from me. "What the fuuuuck!" I yelled in fear, but it was just a homeless dude sleeping there.
When you're alone, you have to paint and check at the same time, and have all six senses always on alert, which is like possessing the gift of ubiquity. One night as I was painting, I heard something and leaning down under the train I saw the guard's feet coming in my direction. I grabbed the bag of paint and hid under the train. The guard appeared at the end of the train and started walking up the length of the train towards me. He stopped just a few meters from where I was hiding. I was afraid he'd notice the fresh paint so I stopped breathing and prayed for him to leave. He stood there what seemed like eternity to me. He suspected something was wrong but luckily his sixth sense was not as refined as mine was, and suddenly turned around and slowly left just as he had arrived. So I was able to finish what I was there for.
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| I campi fuori Anagnina. |
Una notte sul notturno semi-vuoto, ad un certo punto mi accorsi che un individuo ciccione e puzzolente stava masturbandosi a pochi sedili da una giovane ragazza, fissandola da vero maniaco. Urlai qualche insulto verso di lui e stò schifoso puzzolente si rimise composto. Cercai di avvertire la ragazza, una turista straniera, ma era troppo ubriaca per capire cosa le stessi dicendo.
Del tempo dopo, addormentato, sentii le porte che si aprivano e si chiudevano ed alzai la testa per capire a che fermata ero. Vidi per strada la poverina che barcollava col maniaco che la seguiva. Urlai al conducente di fermarsi ma l'autobus proseguì. Alla fermata dopo scesi correndo indietro sperando di ribeccare quella merda, ma non c'era più traccia nè di lei nè di lui!
Camminai verso il deposito, fino alla rete che avevano da poco modificato. Avevano aggiunto in cima una V col filo spinato. Ora dovevo scavalcare 3 metri da un lato, più il dislivello di 2 metri e mezzo del binario sottostante dall' altro lato. Ero diventato esperto di quella rete. La scavalcavo in pochi secondi con la busta di spray in bocca. Una volta provai a saltare da sopra alla rete fino a sotto al binario. Nell'atterraggio rimasi paralizzato dall' impatto! Quella notte scavalcai con lo zaino dietro che mi si conficcò nella schiena, rimanendo dolorante a terra.
Un'altra volta prima di entrare mi scappava da cacare. In mezzo ai campi c'è un quadrato di cemento con un tombino, e la feci lì. Una bella pozza di merda bella calda e liquida...era diarrea. Dipingere dopo aver cacato non era mai stato così rilassante!
Tornai ad Anagnina altre volte dopo quella cacata, e con mio immenso stupore si era fossilizzata sotto al sole! La mia cacca mi fece compagnia per il resto dell' estate.
Un'altra notte dopo aver dipinto, andai a riprendere lo zaino che avevo nascosto nei cespugli, e allungando il braccio per afferrarlo, nel buio vidi due occhi spalancarsi a circa un metro da me. "Mortacci tuaaa!" urlai impaurito, ma era solo un barbone che dormiva lì.
Quando sei solo devi dipingere e controllare contemporaneamente, ed avere tutti e sei i sensi sempre all' erta, il che è come avere il dono dell'ubiquità. Una notte mentre dipingevo avvertii qualcosa e abbassandomi sotto al treno vidi i piedini della guardia che veniva nella mia direzione. Presi la busta di spray e mi nascosi sotto al vagone. La guardia spuntò e risalì il treno piano piano ed io la tenevo d'occhio. Si fermò a pochi metri da dove ero nascosto. Avevo paura si accorgesse della vernice fresca e a quel punto smisi di respirare e pregai che se ne andasse. Rimase lì ciò che per me sembrò un'eternità. Era insospettita ma fortunatamente il suo sesto senso non era affinato come il mio, e miracolosamente girò i tacchi e se ne andò pian pianino così come era arrivata. Così riuscii a finire ciò per cui mi trovavo li.
English:
Alone & A-line
During August of 1999 nearly everyone went on vacation and Rome was empty. A suffocating heat made you wanna live only by night, so I often painted the A-line by myself in Anagnina. I always took the infamous 55 night bus from Termini, that ran along the whole via Tuscolana and left me outside the farmers' fields near the depot.
One night I was on a half-empty night bus, when at a certain point I noticed this really fat, smelly guy masturbating just a few seats away from this young girl, with this real maniac look on his face. I yelled a few insults at him and the sick smelly guy stopped. I tried to warn the girl, who happened to be a foreign tourist, but she was too damn drunk to understand what I was trying to tell her.
A while later, I had fallen asleep, I heard the doors open and close so I raised my head to see what stop I was at. I saw that poor young girl staggering from side to side as the maniac followed just behind her. I yelled to the driver to stop but the bus just kept on going. At the next stop I got off and ran back hoping to catch up with that motherfucker, but there was no trace of her or him!
I walked towards the depot, all the way to the fence that they had recently modified. They had added a V with barbed wire on top. To get in now you had to climb over 3 meters on one side, plus the 2 and a half meter drop on the other side. I had become an expert at climbing over that fence. It only took me a few seconds with the bag full of spraypaints in my mouth. One time I tried to jump from the top of the fence all the way down to the tracks. When I landed on my feet I nearly got paralyzed in the impact! That night I climbed over with my packpack that hammered into my back, and I lay on the ground in pain.
Another time before going in, I had to take a shit. In the fields there is this square cement slab with a manhole, and that's where I took my shit. A nice puddle of warm liquid shit...it was diarrhea. Painting after having taken a shit had never been so relaxing!
I went back to Anagnina many times after that shit, and to my surprise it had fossilized under the sun! Needless to say, my shit kept me company for the rest of the summer.
Another time, after having painted, I went to get my backpack that I had hidden in the bushes, and as I extended my arm to grab it, in the darkness I saw two eyes open wide about one meter from me. "What the fuuuuck!" I yelled in fear, but it was just a homeless dude sleeping there.
When you're alone, you have to paint and check at the same time, and have all six senses always on alert, which is like possessing the gift of ubiquity. One night as I was painting, I heard something and leaning down under the train I saw the guard's feet coming in my direction. I grabbed the bag of paint and hid under the train. The guard appeared at the end of the train and started walking up the length of the train towards me. He stopped just a few meters from where I was hiding. I was afraid he'd notice the fresh paint so I stopped breathing and prayed for him to leave. He stood there what seemed like eternity to me. He suspected something was wrong but luckily his sixth sense was not as refined as mine was, and suddenly turned around and slowly left just as he had arrived. So I was able to finish what I was there for.
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domenica 22 luglio 2012
Riflessioni di una cellula impazzita - Observations of a Cell Gone Crazy
La società contemporanea pretende che tu sia un individuo proiettato esclusivamente su te stesso. Il bravo consumatore, l’homo economicus perfettamente razionale, è incapace di trovare benefici nella condivisione, è privo di senso critico nei confronti del reale ed è interessato solo alla propria utilità immediata. La sua visione del mondo non riesce ad andare oltre la squallida superficie che protegge ciò che nel profondo viene gradualmente distrutto dalle evoluzioni mortifere del sistema socioeconomico in cui si trova a vivere.
Questo cyborg che si aggira per le decadenti metropoli delle società capitalistiche occidentali non ha più alcun legame con i luoghi dove è nato e cresciuto e non si cura della loro progressiva decadenza, ha paura di comunicare le proprie emozioni ai suoi simili e non sa preoccuparsi per loro in modo disinteressato. Si è, infine, convinto e fatto convincere di non essere responsabile di nessuna delle cose che gli capitano attorno. Egli vive una frustrazione crescente data dall’incapacità di “fare qualcosa”, fino a che questo non diventa un formidabile alibi per “non fare nulla” e crogiolarsi nell’insensatezza del delirio quotidiano che gli è stato affibbiato.
Ma le evoluzioni della società non sono mai casuali, esse non possono che provenire sempre dal prevalere di una componente sociale su di un'altra. La crisi perpetua che abbiamo nelle vene e nelle orecchie quotidianamente non ha lo stesso significato per tutti. Per il cosiddetto 99% essa vuol dire impoverimento, totale incertezza sul futuro, crescente repressione, perdita di tutti i punti di riferimento a cominciare da quelli rappresentati dal vivere in modo attivo e solidale il proprio territorio, la propria città e la moltitudine che ci circonda.
Per il restante 1% le trasformazioni che si sono osservate negli ultimi 30 anni hanno significato invece un arricchimento senza precedenti, fondato sulla spoliazione di gran parte di quella civiltà conquistata con fatica e battaglie dalla parte di società che oggi subisce più duramente la crisi. Un arricchimento che coincide, oggi, con la costruzione sempre più raffinata di sistemi di controllo e repressione, (vedi facebook, satelliti, minitelecamere, intercettazioni e armi di ogni genere e tipo) che in modo più o meno consapevole stanno modificando e modificheranno il nostro vivere.
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| Stazione Tor di Valle. Linea lido, 1999. |
Ma le evoluzioni della società non sono mai casuali, esse non possono che provenire sempre dal prevalere di una componente sociale su di un'altra. La crisi perpetua che abbiamo nelle vene e nelle orecchie quotidianamente non ha lo stesso significato per tutti. Per il cosiddetto 99% essa vuol dire impoverimento, totale incertezza sul futuro, crescente repressione, perdita di tutti i punti di riferimento a cominciare da quelli rappresentati dal vivere in modo attivo e solidale il proprio territorio, la propria città e la moltitudine che ci circonda.
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| Ver NSA, Neon, Koma TRV, Jon ZTK passano sul ponte di S. Paolo. Linea B, 2007. |
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| Ponte Nenni, 2001. |
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| Ver e Lit NSA. Linea A, 2001. |
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| Jn. Linea A, 2001. |
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| Syla PAC Neon. Linea A, 2001. |
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| One Ver Linea B, 2005. |
Ecco, l’organismo complesso in cui ho avuto il privilegio di crescere assieme a quasi tutti i contribuenti di questo blog è la metropoli Capitolina e le cellule che hanno cominciato ad impazzire siamo stati noi, chi prima chi dopo, nel corso dei favolosi, perlomeno per i writers romani, anni 90. Il fenomeno del writing a Roma, ai suoi albori e grazie ad alcuni di noi ancora oggi, è stato splendidamente selvaggio con dei tratti di spontaneismo che non si sbaglierebbe a definire rivoluzionario. Il modo in cui i primi vandali romani hanno preso possesso della Città Eterna, sconvolgendola in superficie e nei sotterranei, è qualcosa che ha dato nuova vita alla capitale. Si è costruita, in modo del tutto spontaneo, una nuova cultura o, come direbbe Jon, “un nuovo alfabeto”, che ci ha reso capaci di parlare una lingua diversa da quella del consumismo, dell’apparenza o dei clichè della politica all’italiana. Una lingua che ci ha consentito di riconoscerci l’un l’altro, di sviluppare un intesa profonda, di sentirci parte di un processo comune pur nella rispettiva ricerca di portare in alto il proprio nome, di vivere, insomma, dei momenti di irripetibile libertà.
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| Yess, Neon, Jon. Linea A, 2001. |
Non siamo stati e non siamo un' organizzazione politica o un centro sociale che tenta di imitare le gesta di gloriosi antenati rivoluzionari ma un gruppo di giovani che, avidi di libertà di agire e di esprimersi, sono riusciti in un opera apparentemente improponibile: dare un connotato rivoluzionario, e quindi collettivo, ad un' attività svolta, solo apparentemente, secondo i paradigmi della società contemporanea fondata sull’individualismo.
Questa società punta a toglierti l’identità? La cellula impazzita risponde con il getting up… E se il “getting up a tutti i costi” del proprio nome può apparire come un attività intrinsecamente egoistica si scopre che essa in realtà non lo è. Il nome che si spinge a tutti i costi diventa la chiave per condurre una vita, almeno in parte, in radicale contrasto con le regole imposte, strumento che conduce a comprendere immediatamente valore e necessità di condividere questa “battaglia” con altre cellule affette dalla stessa “malattia vandalica”….
...in alcune crew romane, in gruppi consolidati di writers si è instaurata una solidarietà ed una sintonia, incomprensibile per chi non ha vissuto e non vive il writing in modo radicale, che è un valore puramente rivoluzionario antitetico al becero individualismo della società odierna. Anche quando un writer crescendo, si allontana da tutto questo non può non portare dentro di sé ciò che ha significato essere stato un Vandalo Dentro…..
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| Ver, Neon. Linea lido, 2006. |
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| Top to bottom linea A, 2001. |
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| Kare NSA, Yess TUW, Neon, Syla PAC. Linea A, 2001. |
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| Wholecar Kare NSA Neon. Linea A, 2001. |
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| Wholecar Kare NSA, Zeir PAC, Neon. Lina A, 2001. |
...in alcune crew romane, in gruppi consolidati di writers si è instaurata una solidarietà ed una sintonia, incomprensibile per chi non ha vissuto e non vive il writing in modo radicale, che è un valore puramente rivoluzionario antitetico al becero individualismo della società odierna. Anche quando un writer crescendo, si allontana da tutto questo non può non portare dentro di sé ciò che ha significato essere stato un Vandalo Dentro…..
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| Linea B, 2004. |
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| One ZTK. Linea B, 1996. |
Neon
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| Koma, Ver Blak e Neon fuori gli ex-Mercati generali. Linea lido,2012. |
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| Linea A, 2001. |
English:
Observations of a Cell Gone Crazy
Modern society expects you to be an individual projected exclusively towards yourself. The perfect consumer, the perfectly rational homo economicus, is unable to get any benefit from sharing, is unable to perform any critical thinking regarding reality and is only interested in his own immediate benefit. His vision of the world goes no further than the squalid surface that protects that which in his depths is gradually destroyed by the deadly evolution of the socioeconomic system in which he is forced to live in.
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| "Whoever defaces Rome has Rome against him." Tor di Valle station. Lido line, 1999. |
But the evolution of society is never casual. It can only derive from the predominance of one social element over another. The perpetual crisis we endure in our veins and our ears daily does not have the same meaning to everybody. For the so-called 99% it means impoverishment, complete uncertainty regarding the future, growing repression, and loss of all reference points; like supportively and actively living one's city and the multitude of people surrounding you.
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| Ver, Neon, Koma and Jon passing over the S. Paolo bridge. B-line, 2007. |
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| Yes TUW, Ver, Lit NSA. A-line, 2001. |
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| Ver and Lit. A-line, 2001. |
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| Jn t2b throwup. A-line, 2001. |
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| Syla PAC, Neon. A-line, 2001. |
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| One Ver NSA. B-line, 2005. |
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| "Church, military, and politics have importance because there is a population...but we are the population, let's not forget that!" |
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| "To the serfs." Des NSA and Ver NSA. B-line, 2005. |
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| Yess, Neon, Jon. A-line, 2001. |
This society aims at taking your identity away? The cell gone mad responds by getting up...And if "getting one's name up at all costs" may seem like an intrinsically egoistic activity, in reality it is not. The name you're pushing at all costs becomes the key to conduct a life, at least partially in contrast to the rules imposed on us, a tool that leads one to immediately comprehend worth and necessity of sharing this "battle" with other cells affected by this "vandalic sickness"...
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| Ver NSA, Neon. Lido line, 2006. |
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| Top to bottom. A-line, 2001. |
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| Kare NSA, Yess TUW, Neon, Syla PAC. A-line, 2001. |
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| Kare NSA, Neon. A-line, 2001. |
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| Kare, Zeir PAC, Neon wholecar. A-line, 2001. |
...in certain Roman crews a solidarity and harmony were created that are uncomprehensible to anyone who has not lived and does not live graffiti writing in a radical manner, which is a purely revolutionary value, antithetical to the boorish individualism of contemporary society. Even when a writer grows up and moves away from all this he cannot stop bringing inside him what it means to be a Vandal Inside...
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| "Vandalism as a countervalue." B-line, 2004 |
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| One. "Vandals at heart." B-line, 1996. |
So here we are in 2012, each of us with his age, problems, and own personal path, finding ourselves together again and not help but live, reflect, and write as Vandals Inside do...with the cyclic necessity to punish some helpless carriage of our metro or destroy a street of the city...we are unable to transform, as many have done, our essence into something it is possible to attach a price tag to...after all when you are a cell that goes insane, when you are a Vandal Inside, as the ZTK guys have taught us, you remain so forever...
Neon
Neon
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| Koma, Ver Blak, and Neon. Lido line, 2012. |
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| "Never clean trains." A-line, 2001. |
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