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venerdì 26 luglio 2013

Wet Paint (Imos N°)


Ho sempre avuto una particolare passione per gli interni dei vagoni della metro, inizialmente era la mia valvola di sfogo per la frustrazione delle levatacce mattutine per andare a scuola….Inoltre mi piaceva vedere come dal mio tag piano piano, viaggio dopo viaggio, anche nell'arco della stessa giornata, si affiancavano altre tags, era una sorta di comunicazione interna tra vandali.

Linea A, cabina del conducente.
A volte prendevo la metro per una stazione, taggavo, salivo sul vagone successivo, poi ne prendevo un altra, tornavo indietro con un'altra ancora e via così' per ore. Mi piaceva scrivere anche quando la metro era gonfia di gente, con discrezione mi giravo, mi coprivo un po' e scrivevo il fondo del vagone, o sulle porte. Talvolta qualcuno mi vedeva, c'era chi mi guardava schifato, chi borbottava ma anche chi sorrideva compiaciuto…

Linea B

Imos e Tron OK, Linea A.

Certo beccare il vagone vuoto era una gioia, li' davo sfogo a tutto il veleno e devastavo ogni parte della vettura, poi soddisfatto aspettavo che qualcuno condividesse con me la scena.

Imos N° e Beat SNK QRP, linea A.

Mi ricordo di un episodio particolare, avevo completamente bombato un vagone con un lucido caricato d'inchiostro viola, era un vagone di quelli vecchi della metro A che avevano i quattro posti a sedere di fronte agli estremi del vagone, avevo appena finito di scrivere e le porte si erano aperte per far salire la gente in stazione, si avvicina sta signora impellicciata, classica faccia da cazzo snob…si siede comodamente su uno dei quattro posti, appoggiandosi alla parete e si becca sto bell' astratto viola, io a stento mi trattenevo dal ridere, quindi aspetto che si alza e mi godo la scena, avrei voluto seguirla fino a casa per vedere la faccia quando si sarebbe accorta della bella sorpresa…
Ora sono tornato di nuovo a viaggiare con i mezzi pubblici e di conseguenza ho ripreso con continuità' l'attività', sono passati un po' di anni dalla scuola, ma il fomento è lo stesso, quindi avviso tutti i viaggiatori a fare molta attenzione a dove si appoggiano.

Imos N°





English:

I've always had a special passion for subway insides. At first it was my safety valve to let out my early morning frustration when going to school... Furthermore, I loved seeing how a bit at a time, journey after journey, sometimes even within the same day, other tags appeared next to mine. It was a sort of internal communication between vandals. 


Sometimes I'd take a train for one station, tag the inside, get on the next car, then change trains on and on, and went on like this for hours. I liked writing my name even when the train was full of people, I'd turn around discreetly, cover myself a bit, and write my name at the end of the car, or on the doors. At times someone would see me and give me bad looks, other times they would just mumble something, or even smile at me complacently...   



Of course, finding an empty car was the best, that's when I would let loose all my anger and destroy every inch of the subway car's inside. Then finally satisfied, I would wait for someone else to share the beautiful view with. 


I remember one episode in particular, when I had completely bombed a car with a shoe-shine filled with purple ink. It was one of those old A-line trains that had those four seats facing each other at the far end of the car. I had just finished writing when the doors opened at a station, and people rushed in. This lady with the usual snobby face wearing a fur coat sat down in one of those four seats, leaned against the wall, and got rewarded with an abstract purple blotch... I could barely keep from laughing my ass off, so I just waited for her to get up and enjoyed the scene. I would've liked to follow her home to see her face when finally noticing the surprise...  
Now I've gone back to riding public transport, so naturally I've begun doing insides again. A few years have gone by since the school days, but the rush is the same, so I advise all travelers to be very careful where they lean against.

Imos N°

 




lunedì 21 maggio 2012

NON C’HO MAI CAPITO NIENTE DI PROSPETTIVE... (Imos N°)

infatti disegno piatto e dipingo graffiti puramente in 2D, giusto con un minimo di spessore!
Non ho prospettive future e i miei me l'hanno sempre, velatamente, contestato….
Ma ho la testa piena di ricordi, perché anche senza prospettive, ho passato gli ultimi 15 anni dietro ad un "gioco" che m'ha cambiato la vita, aprendomi gli occhi e la mente, una sorta di Jumanji metropolitano, che m’ha catapultato dentro un mondo tanto reale quanto invisibile ai più.
La cosa più' bella è che questo "gioco" va avanti finché si ha la libertà e volontà di farlo.
E' un viaggio quotidiano (sarà anche per questo che non ho mai voluto una console) che trasforma gli scenari tipici della città in quadri d'un videogioco.

Ogni giorno, girando, mi rivengono in mente flashback di situazioni vissute nei posti più assurdi.

Dal trekking notturno sul raccordo. 


Alle passeggiate nei tunnel per il semplice gusto di esplorare luoghi che quotidianamente percorriamo, ignorandone completamente il fascino di renderli tuoi. 


Dagli sprint in bici sulle banchine del TAF, tra lo stupore dei ciclisti partecipanti che fino all'ingresso dalle porte anti panico della stazione, non sapevano cosa li aspettava. 


Alle mattine passate dentro ai canali di scolo sulla linea B, in attesa che si fermi il primo treno per poi andare zozzo e carico d'adrenalina a scuola, tra gli sguardi perplessi dei compagni e dei professori. 


Oppure le notti infinite passate ad aspettare il momento per entrare in yard e il momento non arriva mai finché il sole comincia a spuntare e ripieghi sul cornetto e latte a scrocco, appena consegnati al bar ancora chiuso, sulla via del ritorno.


Le paranoie quando vedi un amico passare sotto al merci che, come d'incanto, parte e tu che lo tiri fuori dalle rotaie appena in tempo, e senza dirci niente, superiamo l'ostacolo e andiamo oltre, perché fa parte del gioco…


Le mille storie con le guardie che man mano che cresci diventano meno inquietanti e più reali, tanto che alla fine non scappi più.


Ma tornando alle prospettive di cui prima, come posso capirle se sono così irregolari? basta cambiare un minimo lo sguardo e non sono più le stesse, allora perché dovrei impazzire per comprenderle quando se ne possono scoprire ogni giorno di nuove?


Imos  N°